Le due  domande più frequenti che ultimamente mi vengono poste sia in ambulatorio che via mail a proposito della correzione dell’alluce valgo riguardano il laser e le tecniche percutanee. Anche se ritengo superfluo e forse ormai eccessivo scrivere ancora su questo argomento del quale si parla e scrive troppo e troppo spesso a sproposito (soprattuto su Internet), ho deciso di dedicare alla questione poche righe per definire come la penso.

Circa la classica domanda “ma lei usa il laser” non credo ci sia molto da dire se non da dove vengano prese queste notizie circa un fantomatico intervento all’alluce valgo con il laser. Peraltro devo confessare che la richiesta del laser è abbastanza frequente anche per altri interventi e colgo l’occasione per ribadire che questa possibilità a  tutt’oggi non esiste.

Le tecniche percutanee mini-invasive purtroppo esistono e sono incredibilmente di moda (se ne parla su tutte le riviste che si possono trovare, ad esempio, dalla parrucchiera) per cui moltissimi pazienti le richiedono come se fossero l’unica ed efficace procedura attualmente esistente. Molti chirurghi per seguire l’onda ed accontentare il paziente che evidentemente  ”ha sempre ragione” si sono buttati a capofitto sulle tecniche percutanee. Alcuni addirittura, vista la grande richiesta, si sono dedicati solamente alla correzione dell’alluce senza più trattare nessun altro segmento corporeo. Ma non mi voglio dilungare su questo.   Quello che ogni volta devo spiegare ai miei pazienti circa l’argomento cercherò di sintetizzarlo qui di seguito.

Le procedure percutanee attirano la gente perchè danno l’impressione di essere meno dolorose e di consentire un recupero post-operatorio più rapido. Assolutamente falso. Il fatto di effettuare piccolissime incisioni e di tagliare le strutture ossee (perchè le osteotomie vanno eseguite sempre anche con le tecniche percutanee) con una fresa anzichè con una mini-sega non cambia nulla riguado al dolore post-operatorio. Inoltre non effettuando nessuna sintesi (quindi niente viti, cambre, fili di K. etc) e utilizzando solo dei bendaggi elastico-adesivi, il post-operatorio risulta molto più doloroso. Le recidive e/o le correzioni insufficienti sono molto frequenti (mi capita ormai molto spesso  di rioperare alluci già trattati con la percutanea). Un’altro effetto collaterale frequente è la comparsa di un alluce rigido. Infine non dimentichiamo che durante tutto l’intervento, e ribadisco per la correzione di un banale alluce valgo, sarà necessario utilizzare un apparecchio che genera radiazioni ionizzanti e pertanto si sarà sottoposti ad un flusso di radiazioni.

Con queste premesse si può intuire perchè non mi sia mai avvicinato a queste procedure che sarebbero, per me, semplici, rapide, economiche e quindi estremamente vantaggiose. Per avere notizie dettagliare sull’alluce valgo e su come va, a mio parere, trattato vi rimando all’articolo ALLUCE VALGO.

17 Agosto 2010 · Pubblicato in alluce valgo