L’alluce rigido non è un “alluce con l’artrosi” come molti, e non solo pazienti, credono.

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Non si tratta nemmeno di un alluce valgo particolarmente doloroso.

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L’alluce rigido rappresenta un entità anatomo-clinica ben precisa e perfettamente  conosciuta. L’alluce rigido può essere descritto, semplificando al massimo, come una grave artropatia dell’articolazione metatarsofalangea dell’ alluce. L’osteoartrosi non è la causa principale ma solo eventualmente un’aggravante. La patologia colpisce soggetti adulti di ogni età e riconosce un’ origine multifattoriale tra cui, solo per citarne alcune, un primo metatarso elevato e microtraumi cartialginei ripetuti. Il risultato più evidente sarà un alluce che non si dorsiflette impedendo una corretta deambulazione e causando dolore intenso. L’intervento, a prescindere dalle tecniche,  è mirato ad ottenere un più ampio spazio articolare che tipicamente si riduce nell’alluce rigido (come evidenziato dalle frecce nelle fotografie di un paziente prima e dopo l’intervento chirurgico).

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L’intervento non presenta particolari difficoltà. Risulta molto più complesso il trattamento rieducativo dell’ alluce: intensa mobilizzazione assistita da iniziare subito dopo l’intervento e da proseguire per almeno 60 gg.
Le possibili complicanze sono rappresentate, oltre alle comuni complicanze di tutti gli interventi chirurgici (edema persistente, ritardi di cicatrizzazione e infezioni), da una possibile recidiva della rigidità (se il trattamento rieducativo non sarà stato sufficientemente precoce e intenso)
Le tecniche che utilizzo ormai da molti anni sono artoplastiche associate a varianti personali apportate alle classiche osteotomie secondo Reverdin-Green e Weil modificate in accorciamento e abbassamento della testa metatarsale con associata cheilectomia articolare. Per le sintesi utilizzo  viti cannulate in titanio.
Ricovero di 2 giorni. Anestesia spinale. Incisione dorso-mediale alla MF alluce (4 cm circa). Durata intervento 20/30 minuti. Dimissione con bendaggio elastico-adesivo. Prognosi 60 gg s.c. E’ normale che il dolore alle cicatrici persista per qualche tempo. I bagni in acqua e amuchina al 2 % (20 min. al giorno) vanno fatti dopo la prima medicazione e protratti per 15 gg circa. I massaggi sulla cicatrice con specifici gel vanno effettuati per 2 mesi. La scarpa talus va portata per 15 gg poi si utilizza una scarpa a pianta larga senza tacco per almeno 1 mese. E’ fondamentale utilizzare precocemente un apparecchio mobilizzatore dell’alluce ed eseguire un ciclo di intensa fisiochinesiterapia con mobilizzazioni assistite dell’alluce per almeno 60 gg. In caso di edema eseguire massaggi linfodrenanti. Deambulazione concessa subito.

19 Aprile 2009 · Pubblicato in alluce rigido