Il trattamento protesico dell’articolazione tibiotarsica è ormai una realtà.
Le indicazioni si sono ampliate in proporzione al miglioramento dei risultati e dei materiali.
Attualmente molti chirurghi, e io sono tra questi, ritengono che l’artroprotesi totale di caviglia sia una valida alternativa all’artrodesi anche in pazienti “giovani”. L’artrodesi, cioè l’anchilosi indotta chirurgicamente, dell’articolazione tibiotarsica è un trattamento invalidante e irreversibile che trova ancora però molte indicazioni e porta spesso a notevole soddisfazione del paziente. Si tratta sempre di casi complessi e in cui le indicazioni al trattamento non sono assolute. Ogni paziente va studiato in base a molti parametri che nell’insieme portano alla scelta del trattamento. Ad esempio, mentre ad un lavoratore di 40 anni che debba trasportare pesi su terreni accidentati o su pontili proporrei senza dubbio un’artrodesi, più “sicura” in termini di stabilità e sicuramente più “forte” nel sopportare carichi per molti anni, ad una donna di 35 anni con un lavoro sedentario e magari con la voglia ancora di portare calzature con un po’ di tacco proporrei sicuramente un artroprotesi.
Nel giovane con grave artropatia della tibiotarsica (quasi sempre per esiti traumatici) ritengo estremamente utile effettuare prima, quando possibile, una estesa artrolisi,
(nella foto artrolisi anteriore con asportazione di un voluminoso osteofita) cioè una accurata pulizia articolare. Si avrà un duplice effetto: concedere ancora un po’ di tempo (a volte diversi anni) al paziente prima di effettuare l’artroprotesi e, a mio parere non meno importante, creare una articolazione parzialmente mobile per qualche anno permettendo di effettuare in seguito l’artroprotesi in un a articolazione ancora lievemente funzionante e non invece un’articolazione molto “serrata” e spesso deformata in equinismo.
Nel paziente anziano l’artroprotesi è preferibile, sempre nei casi in cui sia indicata, all’artrodesi perché consente una più rapida mobilizzazione del paziente e tempi di recupero più veloci.
Il decorso postoperatorio prevede una breve immobilizzazione con apparecchio gessato e poi una intensa rieducazione fisiochinesiterapica.
Per quanto riguarda i materiali di impianto attualmente preferisco la protesi Box. ![]()
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Ho avuto ottimi risultati in passato anche con le protesi Star e Hintegra.![]()